Ogni giorno, grazie alla forza della rete e alla sensibilità di tante persone, prendono vita progetti di informazione, supporto psicologico e iniziative solidali, con l’obiettivo di non lasciare nessuna donna da sola lungo questo percorso.
In questa pagina troverai informazioni essenziali e aggiornate sul tumore al seno. E se desideri approfondire, o semplicemente sentire una voce amica, siamo qui per te. Contattaci subito.
Il tumore al seno è una crescita anomala e incontrollata delle cellule del tessuto mammario.
Può essere di tipo benigno o maligno, con quest’ultimo che può diffondersi ad altri organi.
È uno dei tumori più comuni tra le donne, ma può colpire anche gli uomini, sebbene più raramente.
Tra i principali fattori di rischio ci sono: età avanzata, familiarità, mutazioni genetiche (come BRCA1 e BRCA2), esposizione prolungata agli estrogeni, obesità, consumo di alcol, vita sedentaria e mancata gravidanza o primo parto tardivo.
Anche la terapia ormonale sostitutiva può contribuire ad aumentare il rischio. Le cause del tumore al seno non sono ancora ben conosciute, ma si può dire che esistono alcuni fattori di rischio.
Le terapie includono la chirurgia (conservativa o mastectomia), la radioterapia, la chemioterapia, le terapie ormonali e i trattamenti mirati.
Il percorso terapeutico viene personalizzato in base alla tipologia del tumore, allo stadio della malattia e alle condizioni del paziente, con un approccio multidisciplinare.
I sintomi includono la presenza di un nodulo nel seno o nell’ascella, cambiamenti nella forma o nella dimensione del seno, secrezioni anomale dal capezzolo, retrazione del capezzolo, arrossamenti o ispessimenti della pelle.
In molti casi iniziali, il tumore può essere asintomatico, motivo per cui i controlli regolari sono cruciali.
La diagnosi avviene tramite un esame clinico del seno, mammografia, ecografia e, se necessario, risonanza magnetica.
La conferma diagnostica si ottiene attraverso una biopsia, che permette di analizzare le cellule sospette. Gli screening regolari sono fondamentali per individuare il tumore in stadi precoci.
La prevenzione include stili di vita sani, come una dieta equilibrata, attività fisica regolare, limitazione di alcol e fumo. Importanti sono gli screening periodici (mammografia) a partire dai 40-50 anni, o prima per chi ha fattori di rischio, e l’autopalpazione del seno per rilevare eventuali anomalie.
Alla base della prevenzione esiste avere un equilibrato stili di vita e una sana alimentazione, prevalentemente mediterranea e con pochi grassi con un buon consumo di olio d’oliva, pesce azzurro, frutta, verdura, cereali… Oltre ai grassi si sconsigliano gli alcolici, il fumo e una vita sedentaria.
I Racconti delle donne esempio di lotta contro il tumore
Fino a un anno fa sentivo la parola tumore, soprattutto al lavoro, dietro al banco, dietro al mio camice bianco.
Ho accolto le storie dei clienti, le loro sofferenze, quelle delle loro famiglie, magari sono stata capace anche di dare, oltre ai farmaci, parole di conforto.
Oggi faccio una iniezione ogni 28 giorni e assumo quotidianamente la pastiglietta antitumorale che mi aiuterà a vivere! La mia vita è cambiata, sì!
Non mi sento totalmente me stessa, non so se è un passaggio o se in futuro sarà ancora così.
Non ho mai un pensiero chiaro che mi torna alla mente e che dice in continuazione che ho un cancro.
Ho la consapevolezza di averlo, ma continuo a fare la mamma, la moglie, la figlia, la sorella, l’amica, la farmacista. Tutto senza perdere mai il sorriso.
Anche quando si vede tutto nero, c’è sempre una luce che ci attende!
Signora, qui c’è un tumore.
I miei occhi fissavano l’ecografia cercando in tutti i modi di cancellare quella macchiolina. “Farò una altra ecografia e mi diranno che c’era un errore”.
Signora, lei ha un tumore. Il medico mi fissò negli occhi e vide la mia disperazione. Ero da poco rimasta vedova ed ero completamente sola. Cercheremo di risolvere il problema – disse.
Stava arrivando il Natale. Guardavo il mio presepe, la Famigliola era sorridente.
Perché proprio a me? Ma perché non a me?
No, non permetterò mai alla malattia di incattivirmi come era successo a qualcuno che avevo conosciuto.
Era la mia unica preoccupazione. Ho continuato a vivere come sempre, a guardare tutti con amore e perdonare subito le offese. La malattia non avrebbe intaccato il mio sguardo che riflette l’anima.
Gli inglesi dicono: “When life gives you lemon, make lemonade”, ossia quando la vita ti da limoni, fatti una limonata”.
Il cancro è stato un pugno nello stomaco, ma anche un ‘incredibile opportunità.
Per fermarmi e guardarmi dentro, cercare di accogliere e accettare anche i lati più scomodi della mia fragilità. La crisi è un’opportunità, la paura un carburante.
Il mio bilancio più importante resta, senza dubbio, l’avere imparato la differenza tra essere viva e sentirmi viva. Credo che la chiave stia nello scegliere cosa guardare, cosa imparare.
Ci hanno insegnato che ogni stagione viene una volta sola. Ma io dico che esistono tante primavere quante ne abbiamo meritate. Perciò, ogni volta che riuscite a superare il vostro inverno, vi esorto: sbocciate!
I miei occhi grandi, castani, profondi, sorridenti, umidi, tristi, malinconici e a volte persi, accoglienti, penetranti. Gli occhi cambiano e comunicano tanto di noi in ogni momento della nostra vita.
Sono la porta dell’anima, qualcuno dice.
I miei hanno visto tante cose: nascite, perdite, sorrisi, lacrime, ospedali, flebo, aghi, testa rapata, rinascite, tramonti, panorami, montagne, mare, popoli diversi, luoghi vicini e lontani. Ma è solo negli ultimi anni che ho iniziato a “guardare” la vita con occhi nuovi. Guardare come sinonimo di assaporare ogni attimo, di vivere il qui e ora, di non rimandare, di respirare, del carpe diem, di fermarsi a respirare senza affanno, di saper essere per sé stessi prima che per gli altri, di ringraziare per il bello che si ha, per gli affetti, per il tempo. Finalmente, dopo la malattia ho imparato a vivere. Ora i miei occhi sono aperti e si perdono in nuovi orizzonti.
Cosa dicono gli esperti
Specialista in Oncologia
Hai un cancro. È come se la mia anima fosse uscita dal mio corpo: mi vedevo dal di fuori.
Ho continuato a vivere normalmente. Non avevo tempo per lui, non lo volevo nella mia vita. Nel primo anno il mio corpo non ha avuto nessuna trasformazione, ma io stavo cambiando. Dopo un anno esatto dal primo tumore ne ho avuti altri due, uno a distanza dall’altro di 4 mesi. Ho capito che dovevo guardarlo negli occhi e parlarci: toccato il fondo in qualche modo dovevo rialzarmi. Perché quando senti la puzza di morte, in qualche modo ti rialzi e combatti con tutta la tua forza.
Il mio sorriso è stato la mia arma. Le amicizie, gli amori tossici… ho fatto piazza pulita. Ho lasciato andare chi non voleva stare con me e stringermi forte. “Se finisse tutto qui… tu diresti che la vita di sicuro è solo adesso, solo adesso, la vita è solo adesso” Negramaro
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