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Tumore dell'utero

In questa pagina troverai informazioni essenziali e aggiornate sul tumore dell’utero. E se desideri approfondire, o semplicemente sentire una voce amica, siamo qui per te.

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Cos'è il tumore dell'Utero?

Il tumore all’utero è una neoplasia che colpisce le diverse parti del corpo uterino e interessa sia gli strati di rivestimento interni che quelli esterni. 

E’ uno dei tumori più comuni nelle donne, soprattutto in post-menopausa.

Si divide in :

adenocarcinomi endometriali, quando i tumori del corpo dell’utero hanno origine dalle cellule dell’endometrio e interessano sia le cellule epiteliali sia le ghiandole che costituiscono questo tessuto.

Altre forme più rare e più aggressive sono il carcinoma sieroso, il carcinoma a cellule chiare, l’adenocarcinoma mucinoso, il carcinoma indifferenziato e il carcinosarcoma.

sarcomi uterini, quando il tumore si sviluppa a partire dalle cellule dello strato muscolare o connettivo dell’utero. 

I sarcomi uterini, invece, possono essere suddivisi in due grandi categorie che racchiudono la maggior parte dei casi: i sarcomi endometriali stromali, che sono piuttosto rari e si sviluppano dal tessuto connettivo di supporto dell’endometrio, e i leiomiosarcomi uterini, che nascono nello strato muscolare o miometrio.

Quanto è diffuso

I tumori dell’endometrio rappresentano la quasi totalità dei tumori che colpiscono il corpo dell’utero e si collocano al quarto posto per frequenza tra i tumori più diagnosticati nelle donne (5,5 per cento circa di tutte le diagnosi di tumore nel sesso femminile). I nuovi casi all’anno in Italia sono circa 10.200, secondo i dati del rapporto “I numeri del cancro in Italia 2023” a cura di AIOM-AIRTUM.

I tumori dell’endometrio colpiscono soprattutto le donne in età adulta dopo la menopausa, con un picco di incidenza superati i 50 anni di età.

Quali sono i sintomi?

Il 90% dei tumori dell’endometrio si manifesta con sanguinamenti vaginali anomali, soprattutto dopo la menopausa o in momenti diversi dal ciclo mestruale in età fertile.

Il fatto che questo sintomo si presenti in genere già all’esordio della malattia fa in modo che l’80 per cento dei tumori dell’endometrio venga diagnosticato in fase iniziale e quindi quando è ancora confinato all’utero.

 Altri sintomi, tipici soprattutto delle fasi più avanzate, includono perdite vaginali anomale maleodoranti, dolori nella zona pelvica o nella zona lombare, perdita di peso non legata a una dieta dimagrante, disturbi a urinare e alterazioni della funzione intestinale.

Quali sono i fattori di rischio?

I principali fattori di rischio sono l’età avanzata, obesità, assenza di gravidanze, terapia ormonale sostitutiva con soli estrogeni, menopausa tardiva, diabete, sindrome dell’ovaio policistico e una storia familiare di tumori ginecologici.

Ulteriori fattori di rischio sono l’età, in quanto è un tumore tipico delle pazienti al di sopra dei 50 anni, il diabete mellito e l’ipertensione, che aumentano di circa 3-4 volte il rischio di sviluppare il tumore rispetto alla popolazione generale.

Anche la storia familiare può suggerire un aumentato rischio di tumore dell’endometrio. In particolare, la sindrome di Lynch, una malattia ereditaria legata anche all’aumento di probabilità di avere un tumore del colon-retto e altre neoplasie, porta a un notevole incremento del rischio di sviluppare un tumore dell’endometrio nel corso della vita (circa il 70 per cento contro il 3 per cento della popolazione generale).

Come si arriva alla diagnosi?

Come per tutti i tumori, anche per il tumore dell’utero la diagnosi precoce è fondamentale. La diagnosi si effettua tramite esame pelvico, ecografia transvaginale e biopsia endometriale. Se l’ecografia rilevasse anomalie, si procede con l’isteroscopia che permette una visualizzazione diretta dell’endometrio grazie ad una telecamera posizionata all’estremità di un sottile strumento introdotto all’interno dell’organo attraverso il collo dell’utero.

Una volta accertata la presenza del tumore, le ulteriori tecniche strumentali diagnostiche volte a valutarne l’estensione e a pianificare i trattamenti a cui sottoporre la paziente sono la risonanza magnetica (RM), la tomografia computerizzata (TC) o quella a emissione di positroni (PET).  

In casi particolari potrebbe tornare utile anche il dosaggio nel sangue di un marcatore tumorale, il CA 125, il quale però dà indicazioni solo in caso di malattia estesa o per particolari tipi di tumore dell’endometrio.

Come fare prevenzione?

Non esistono strategie specifiche per la prevenzione del tumore dell’endometrio, ma ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutare a ridurre il rischio: dieta sana e ricca di fibre, mantenere il peso corporeo nella norma, svolgere regolare attività fisica e sottoporsi a controlli ginecologici regolari. È importante inoltre trattare condizioni predisponenti come il diabete, e valutare eventuali fattori di rischio genetico.

Segnalare tempestivamente sanguinamenti anomali è fondamentale per una diagnosi precoce.

Come si cura?

La chirurgia rappresenta il principale trattamento per i tumori del corpo dell’utero (inclusi i sarcomi e i carcinosarcomi) e consiste nell’isterectomia, ovvero nell’asportazione di utero e organi annessi (tube e ovaie). Inoltre si studiano i linfonodi sentinella, per via addominale nella maggior parte dei casi, in stadio iniziale con tecnica mini-invasiva (laparoscopica o robotica).  L’isterectomia è un intervento che implica la perdita della fertilità, dal momento che senza l’utero è impossibile portare a termine una gravidanza. Nel caso di rimozione delle ovaie, le donne ancora in età fertile andranno incontro a menopausa anticipata, con tutti i sintomi caratteristici quali vampate e sudorazioni notturne.

In base allo stadio di malattia e alla valutazione di eventuali fattori di rischio, la paziente potrà essere sottoposta a radioterapia o chemioterapia. Qualora si confermasse lo stadio precoce di malattia e non ci siano importanti fattori di rischio, come avviene nella maggior parte dei casi, la paziente sarà sottoposta a controlli inizialmente trimestrali, poi semestrali e in seguito annuali.

 

In alcuni casi (istotipi più aggressivi o stadi avanzati) sarà scelta una specifica terapia ormonale, che potrà essere somministrata in casi selezionati, oppure la chemioterapia. Questa è basata soprattutto sull’uso di farmaci come il cisplatino, il carboplatino, il paclitaxel e la doxorubicina, somministrati in diverse combinazioni per via endovenosa.

Negli ultimi anni la ricerca ha consentito di sviluppare specifiche terapie, come l’immunoterapia e alcuni farmaci a bersaglio molecolare, già utilizzati per il trattamento di numerosi altri tumori solidi. Gli studi hanno dimostrato che possono essere di notevole beneficio anche per il tumore dell’endometrio.

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