Numb è una proteina normalmente presente nei tessuti della vescica, e agisce come un vero e proprio interruttore molecolare. Quando è attivo, tiene sotto controllo la crescita del tumore. Ma in oltre il 40% dei tumori vescicali umani, questa proteina risulta assente.
La sua perdita è stata associata a un aumento dell’aggressività tumorale, rendendo il cancro più proliferativo e invasivo.
Senza Numb, si attiva una cascata di eventi molecolari che permette al tumore di oltrepassare gli strati superficiali della vescica fino a raggiungere quelli più profondi. Questo porta a una progressione da tumori superficiali – più comuni e trattabili – a forme muscolo-invasive, molto più pericolose. Il team ha inoltre identificato un fattore chiave coinvolto: Yap, un oncogene che promuove la crescita incontrollata delle cellule tumorali. I ricercatori hanno dimostrato in laboratorio che questo processo può essere inibito con farmaci specifici, bloccando così la proliferazione delle cellule tumorali prive di Numb.
Secondo il professor Salvatore Pece, questa scoperta ha un impatto clinico immediato. Oggi, gli strumenti utilizzati per prevedere la progressione dei tumori vescicali sono poco precisi. Con l’uso di Numb come biomarcatore molecolare, sarà possibile:
–Identificare precocemente i tumori a rischio evolutivo;
–Evitare terapie invasive nei pazienti con forme meno aggressive;
–Adottare trattamenti mirati per quelli con maggiore rischio.
La ricerca dimostra che i tumori superficiali e quelli profondi non sono due malattie distinte, ma due fasi dello stesso processo evolutivo. Riconoscere questa dinamica aiuterà a sviluppare nuove terapie personalizzate e più efficaci, migliorando la qualità di vita dei pazienti.
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