Il glucosio è lo zucchero preferito da tutte le cellule, incluse quelle tumorali, perché fornisce energia immediata per moltiplicarsi. Ma cosa succede con il fruttosio, l’altro zucchero semplice contenuto nello zucchero da tavola?
Secondo i ricercatori Gary Patti e Ronnie Fowle-Grider, le cellule tumorali non sono in grado di metabolizzare direttamente il fruttosio. Quando messo a contatto con cellule tumorali in laboratorio, infatti, non ha stimolato la loro crescita, al contrario del glucosio.
Questo risultato ha spiazzato gli studiosi, visto che negli esperimenti sugli animali una dieta ricca di fruttosio favoriva la crescita dei tumori.
Il punto chiave della scoperta è che il fruttosio non nutre direttamente le cellule tumorali, ma lo fa indirettamente attraverso il fegato.
Il fegato, infatti, trasforma il fruttosio in lipidi — i grassi — che vengono rilasciati nel sangue. Le cellule tumorali, per dividersi rapidamente, hanno bisogno di nuove membrane, che sono fatte proprio di lipidi.
“Le cellule tumorali crescono più velocemente quando hanno accesso a questi lipidi prodotti dal fegato”, spiegano i ricercatori.
Quindi il fruttosio diventa un alleato della crescita tumorale, ma solo grazie all’intervento del metabolismo epatico.
Una volta compreso il meccanismo, il team ha ipotizzato che bloccando la trasformazione del fruttosio nel fegato si potesse frenare la crescita tumorale. I risultati sono stati promettenti: nei topi, l’inibizione del metabolismo epatico del fruttosio ha rallentato lo sviluppo dei tumori.
Esiste già un farmaco in fase di studio, pensato per un altro scopo (il trattamento della steatoepatite, una forma avanzata di “fegato grasso”), che potrebbe essere riutilizzato anche in ambito oncologico.
“Un altro vantaggio”, concludono Patti e Fowle-Grider, “è che l’inibizione del metabolismo del fruttosio sembra avere effetti collaterali minimi. Alcune persone, affette da una rara condizione genetica chiamata fruttosuria essenziale, non riescono a metabolizzare il fruttosio e vivono comunque una vita del tutto normale”.
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