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DIRITTI E TUTELE

Tumore ovarico

Conoscere diritti e tutele aiuta ad affontare al meglio il tumore.

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Esenzione e accesso alle cure

Ambito Cosa prevede Applicazione pratica
Esenzione 048 Esenzione dal ticket per patologia oncologica Visite, esami e controlli gratuiti
LEA Prestazioni garantite dal SSN Diagnosi, interventi e follow-up inclusi

Prevenzione e diagnosi precoce​

A differenza di altri tumori, per il tumore ovarico non esistono programmi di screening efficaci su larga scala.
Questo significa che la diagnosi avviene spesso in presenza di sintomi o attraverso controlli effettuati per altri motivi.

Per questo motivo è particolarmente importante prestare attenzione ai segnali del corpo e, in alcuni casi, valutare il rischio individuale.

  • Assenza di screening organizzato: non sono previsti programmi di prevenzione sistematica come per altri tumori ginecologici.
  • Sintomi da monitorare: gonfiore addominale persistente, dolore pelvico, senso di sazietà precoce o cambiamenti nelle abitudini intestinali meritano una valutazione medica.
  • Test genetici (BRCA): nei casi indicati, permettono di individuare un rischio ereditario aumentato e valutare eventuali percorsi di sorveglianza o prevenzione.

Diritti durante le cure

Durante il percorso di cura per il tumore ovarico, è garantito il diritto a ricevere informazioni chiare, a partecipare alle decisioni terapeutiche e ad accedere a un’assistenza adeguata.

In alcuni casi, le terapie possono avere un impatto su aspetti importanti come la fertilità o l’equilibrio ormonale: per questo è fondamentale essere informate e accompagnate nelle scelte.

  • Consenso informato: diritto a comprendere diagnosi, trattamenti e possibili effetti.
  • Accesso alle cure palliative: gestione del dolore e dei sintomi, quando necessario.
  • Presa in carico multidisciplinare: coinvolgimento di oncologi, ginecologi, genetisti e altri specialisti.
  • Supporto psicologico: possibilità di accedere a servizi di sostegno durante il percorso.
  • Consulenza genetica: nei casi indicati, per comprendere il rischio ereditario e le implicazioni per sé e per i familiari.

Lavoro e tutele economiche

Il percorso di cura può influire sulla continuità lavorativa e sulla stabilità economica.
Per questo esistono strumenti che permettono di affrontare le terapie e i controlli con maggior tutela.

Ambito Cosa prevede Applicazione pratica
Esenzione 048 Esenzione dal ticket per patologia oncologica Visite, esami e controlli gratuiti
LEA Prestazioni garantite dal SSN Diagnosi, interventi e follow-up inclusi

Vita dopo la malattia

Dopo le cure per il tumore della cervice uterina, il ritorno alla quotidianità può richiedere tempo e adattamento.
Oltre agli aspetti fisici, possono emergere bisogni legati alla sfera emotiva, relazionale e alla qualità della vita.

Tra i diritti più importanti in questa fase c’è il diritto all’oblio oncologico, che consente di non dover dichiarare la propria storia clinica in alcune situazioni, come pratiche assicurative o contrattuali. Questa tutela è fondamentale per evitare discriminazioni e favorire un ritorno più sereno alla normalità.

In Italia, il diritto all’oblio oncologico per il tumore alle ovaie è regolato dalla legge n. 193 del 7 dicembre 2023, entrata in vigore il 2 gennaio 2024.
 
Questa norma permette a chi è guarito da una malattia oncologica di non fornire informazioni sulla propria storia clinica pregressa.
 
Ecco i punti chiave riguardanti la durata per il tumore ovarico:
 
  • Regola Generale: Il diritto all’oblio si matura dopo 10 anni dalla fine del trattamento (interventi, chemio, radio) in assenza di recidive, per gli adulti.
     
  • Minori/Under 21: Se il tumore è insorto prima dei 21 anni, il periodo si riduce a 5 anni.
     
  • Tempi Ridotti (Decreti Attuativi 2024): Grazie al decreto del Ministero della Salute del 22 marzo 2024, alcune patologie oncologiche possono beneficiare dell’oblio prima dei 10 anni generali. Sebbene il tumore ovarico sia solitamente associato ai 10 anni (essendo una patologia con necessità di monitoraggio prolungato), è necessario verificare se il caso specifico rientra in tabelle aggiornate per le forme a prognosi migliore (in alcuni casi, anche 1-6 anni per certe neoplasie).
 
Cosa comporta:
 
  • Banche e Assicurazioni: Non è più obbligatorio dichiarare la pregressa malattia se è trascorso il tempo indicato (10 anni o 5), e le compagnie non possono indagare su di essa.
  • Adozioni e Concorsi: Non è necessario dichiarare la malattia in caso di richieste di adozione o partecipazione a concorsi pubblici.
     
Per una consulenza specifica sul proprio caso, si consiglia di consultare il proprio oncologo o le associazioni pazienti (come AIMAC) per il rilascio del certificato di oblio oncologico.

Anche il reinserimento nella vita lavorativa e sociale può richiedere gradualità: conoscere le tutele disponibili può aiutare a affrontare questa fase con maggiore sicurezza.

Come orientarsi

Durante e dopo il percorso di cura, sapere a chi rivolgersi può fare davvero la differenza.

Per il tumore della cervice uterina, spesso il primo punto di riferimento è il ginecologo o il centro di riferimento oncologico, ma esistono anche altri servizi utili per gestire gli aspetti pratici e amministrativi.

  • ASL: per informazioni su esenzioni, percorsi di cura e servizi disponibili sul territorio.
  • INPS: per invalidità civile, permessi lavorativi e sostegni economici.
  • Medico curante e specialisti: per orientarsi tra controlli, terapie e follow-up.
  • Associazioni: per supporto, informazioni e confronto con altre persone che stanno vivendo esperienze simili.

Se non sai da dove iniziare o hai dubbi sulla tua situazione, chiedere aiuto è sempre il primo passo.

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Se desideri saperne di più su come puoi sostenere la nostra causa nella lotta contro il tumore o se hai domande su come partecipare alle nostre iniziative, non esitare a contattarci.

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